Di tutto un po'

mercoledì 26 giugno 2013

Racconto di un amore

Dedico questo breve mio racconto a tutte quelle coppie che lottano contro le improvvise tempeste della vita, perché sappiano affrontarle con coraggio e confidando nella forza di quell’ amore, tante volte promesso, che saprà ricondurle ad un porto sicuro come quello della famiglia

Zia Cocò


Una giornata come tante altre, fatte di litigi, rabbia, insofferenza.

Spesso anche i suoi pensieri diventavano monotoni, ripetitivi allo spasmo, tanto da desiderare di dormire per cercare di non pensare, per non porsi domande per le quali non aveva, in alcun modo, risposte. Quel pomeriggio, ennesimo litigio!

Marta sapeva di amare ancora suo marito, ma non sopportava più quel dare “tutto per scontato”……, la noiosa routine di ogni giorno, così come il non sentirsi più amata, desiderata. Non sapeva neanche classificare le rare ore di intimità,forse pura esigenza fisiologica oppure un modo per illudersi di essere ancora una coppia.

Quante inutili spese, quei graziosi negligés, quelle cenette mai consumate, quel cambiare pettinatura! ! ! Si sentiva come trasparente, eppure, non riusciva ad immaginare la sua vita senza di lui….e poi… c’erano le gemelline….folli per il loro” papotto nasone”, così come lo chiamavano, per quel naso un po’ pronunciato.

Ma come erano arrivati a quel punto? Bisognava riflettere, capire, saper riconoscere le proprie responsabilità. Discutevano per ogni sciocchezza ma…quale era stata” la goccia a far traboccare il vaso?”

Decise di uscire, pensò che ,probabilmente, quel tepore primaverile ed una passeggiata sulla spiaggia le avrebbero dato un pò di serenità e, perché no, forse anche la possibilità di capire le cause di quelle insoddisfazioni, di quei disagi.

Indossò una tuta ed un paio di scarpette da ginnastica per essere comoda e pratica ed uscì.

Il sole, non più alto, non avrebbe resistito a lungo; molto presto avrebbe ceduto il posto alla luna nell’eterno alternarsi del giorno e della notte e lei avrebbe potuto ammirare il tramonto, uno spettacolo replicato dalla nascita del mondo ma sempre straordinario, capace di donare ogni volta profonde emozioni. Doveva percorrere circa 200 metri prima di raggiungere la spiaggia, ma era così assorta e distratta dai suoi pensieri da non vedere la gente che incrociava ,anzi, era quasi come se le persone le passassero attraverso, come in quei film di "fantasmi".

Giunse sulla riva del mare,"il mare"! Quella immensa tavola azzurra le dava tanta serenità , un senso di benessere e pace interiore, quella pace che raggiungi solo quando davanti ad uno spettacolo simile hai la certezza che, al di là dei tuoi crucci, c'è l'immenso infinito "Bene "che, donandoti tante bellezze ,ti ricorda la vera essenza dell'essere.

Volle sedersi sulla spiaggia e fermarsi fino all'imbrunire; il rumore della leggera risacca aveva una piacevole cadenza ritmica e le permetteva di assaporare ogni attimo il piacevole annullarsi totalmente nella natura. All'improvviso un grosso cane nero la distolse da tutto: l'animale le passò davanti e si fermò guardandola minaccioso, ma lei non ebbe paura.

Di lì a poco sopraggiunse una vecchia,"vecchia" nel significato più puro della parola. La donna, avvolta in uno scialle bianco, scacciò il cane:”Va’ via, qui non c’è pane per i tuoi denti, qui c’è solo smarrimento! “ Ogni ruga della vecchia signora ( ed erano tante…!!! ) rappresentava lo scorrere di una esistenza travagliata o, quanto meno, non facile.

Trascorse qualche attimo di assoluto silenzio, poi l’anziana parlò: ”Una giornata così bella e poi… un così brutto temporale….!!!”. Le sembrò quanto mai strana quella frase perchè il cielo era più sereno che mai. La donna continuò : ” Non si è mai pronti per un improvviso temporale…come accade nella vita: navighi con il tuo sicuro naviglio nell’oceano dell’esistenza ed ecco che, quando lo ritieni impossibile, il mare, pian piano, si increspa, il vento soffia più forte ed una tempesta ti porta alla deriva”.

Marta ascoltava ma continuava a non capire…. poi…, all’ orizzonte, scorse un inatteso e minaccioso nuvolone nero, sussultò, fece per alzarsi…. Ma la vecchia continuò: “Il marinaio coraggioso, però, non si arrende e per salvarsi lotta contro le onde e la tempesta brandeggiando con maestria il suo timone, egli sa che la sua barca è di legno buono, costruita con amore, sa che ogni doga è ben saldata all’altra, come quando le anime ed i corpi di due innamorati si fondono e niente può dividerli se è amore vero e non si cede a debolezze, quindi approderà ad un porto sicuro. Figlia mia ,torna nel mare della tua vita, affronta le tue tempeste, hai un porto sicuro davanti a te”. L’amore ancora troppo giovane, o con radici poco profonde si arrende facilmente alla tempesta, ma tu ne uscirai grazie alla forza del tuo coraggio ed alla certezza dei sentimenti, con la pazienza di un saggio che sa capire ed aspettare il passaggio di ogni turbolenza.”

La vecchia svanì, come quel sogno! Marta si rese conto di aver ceduto alla stanchezza, ma era come se tutto fosse stato reale…: il cane, la vecchia ,le sue parole…. La serenità del mare le era rimasta nell'anima e negli occhi ed il suo cuore sembrava essere più forte. Marta non aveva ancora risposte alle sue domande ma era pronta a lottare per il suo amore. Corse subito a casa dove, solo lì, dal giorno del suo matrimonio, era riuscita a dissetarsi di gioia, a quella fonte inesauribile di tenerezza che era il suo amato uomo e che sarebbe riuscita, sicuramente, a ritrovare.

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Dedico questo breve mio racconto a tutte quelle coppie che lottano contro le improvvise tempeste della vita, perché sappiano affrontarle con coraggio e confidando nella forza di quell’ amore, tante volte promesso, che saprà ricondurle ad un porto sicuro come quello della famiglia

Zia Cocò


Una giornata come tante altre, fatte di litigi, rabbia, insofferenza.

Spesso anche i suoi pensieri diventavano monotoni, ripetitivi allo spasmo, tanto da desiderare di dormire per cercare di non pensare, per non porsi domande per le quali non aveva, in alcun modo, risposte. Quel pomeriggio, ennesimo litigio!

Marta sapeva di amare ancora suo marito, ma non sopportava più quel dare “tutto per scontato”……, la noiosa routine di ogni giorno, così come il non sentirsi più amata, desiderata. Non sapeva neanche classificare le rare ore di intimità,forse pura esigenza fisiologica oppure un modo per illudersi di essere ancora una coppia.

Quante inutili spese, quei graziosi negligés, quelle cenette mai consumate, quel cambiare pettinatura! ! ! Si sentiva come trasparente, eppure, non riusciva ad immaginare la sua vita senza di lui….e poi… c’erano le gemelline….folli per il loro” papotto nasone”, così come lo chiamavano, per quel naso un po’ pronunciato.

Ma come erano arrivati a quel punto? Bisognava riflettere, capire, saper riconoscere le proprie responsabilità. Discutevano per ogni sciocchezza ma…quale era stata” la goccia a far traboccare il vaso?”

Decise di uscire, pensò che ,probabilmente, quel tepore primaverile ed una passeggiata sulla spiaggia le avrebbero dato un pò di serenità e, perché no, forse anche la possibilità di capire le cause di quelle insoddisfazioni, di quei disagi.

Indossò una tuta ed un paio di scarpette da ginnastica per essere comoda e pratica ed uscì.

Il sole, non più alto, non avrebbe resistito a lungo; molto presto avrebbe ceduto il posto alla luna nell’eterno alternarsi del giorno e della notte e lei avrebbe potuto ammirare il tramonto, uno spettacolo replicato dalla nascita del mondo ma sempre straordinario, capace di donare ogni volta profonde emozioni. Doveva percorrere circa 200 metri prima di raggiungere la spiaggia, ma era così assorta e distratta dai suoi pensieri da non vedere la gente che incrociava ,anzi, era quasi come se le persone le passassero attraverso, come in quei film di "fantasmi".

Giunse sulla riva del mare,"il mare"! Quella immensa tavola azzurra le dava tanta serenità , un senso di benessere e pace interiore, quella pace che raggiungi solo quando davanti ad uno spettacolo simile hai la certezza che, al di là dei tuoi crucci, c'è l'immenso infinito "Bene "che, donandoti tante bellezze ,ti ricorda la vera essenza dell'essere.

Volle sedersi sulla spiaggia e fermarsi fino all'imbrunire; il rumore della leggera risacca aveva una piacevole cadenza ritmica e le permetteva di assaporare ogni attimo il piacevole annullarsi totalmente nella natura. All'improvviso un grosso cane nero la distolse da tutto: l'animale le passò davanti e si fermò guardandola minaccioso, ma lei non ebbe paura.

Di lì a poco sopraggiunse una vecchia,"vecchia" nel significato più puro della parola. La donna, avvolta in uno scialle bianco, scacciò il cane:”Va’ via, qui non c’è pane per i tuoi denti, qui c’è solo smarrimento! “ Ogni ruga della vecchia signora ( ed erano tante…!!! ) rappresentava lo scorrere di una esistenza travagliata o, quanto meno, non facile.

Trascorse qualche attimo di assoluto silenzio, poi l’anziana parlò: ”Una giornata così bella e poi… un così brutto temporale….!!!”. Le sembrò quanto mai strana quella frase perchè il cielo era più sereno che mai. La donna continuò : ” Non si è mai pronti per un improvviso temporale…come accade nella vita: navighi con il tuo sicuro naviglio nell’oceano dell’esistenza ed ecco che, quando lo ritieni impossibile, il mare, pian piano, si increspa, il vento soffia più forte ed una tempesta ti porta alla deriva”.

Marta ascoltava ma continuava a non capire…. poi…, all’ orizzonte, scorse un inatteso e minaccioso nuvolone nero, sussultò, fece per alzarsi…. Ma la vecchia continuò: “Il marinaio coraggioso, però, non si arrende e per salvarsi lotta contro le onde e la tempesta brandeggiando con maestria il suo timone, egli sa che la sua barca è di legno buono, costruita con amore, sa che ogni doga è ben saldata all’altra, come quando le anime ed i corpi di due innamorati si fondono e niente può dividerli se è amore vero e non si cede a debolezze, quindi approderà ad un porto sicuro. Figlia mia ,torna nel mare della tua vita, affronta le tue tempeste, hai un porto sicuro davanti a te”. L’amore ancora troppo giovane, o con radici poco profonde si arrende facilmente alla tempesta, ma tu ne uscirai grazie alla forza del tuo coraggio ed alla certezza dei sentimenti, con la pazienza di un saggio che sa capire ed aspettare il passaggio di ogni turbolenza.”

La vecchia svanì, come quel sogno! Marta si rese conto di aver ceduto alla stanchezza, ma era come se tutto fosse stato reale…: il cane, la vecchia ,le sue parole…. La serenità del mare le era rimasta nell'anima e negli occhi ed il suo cuore sembrava essere più forte. Marta non aveva ancora risposte alle sue domande ma era pronta a lottare per il suo amore. Corse subito a casa dove, solo lì, dal giorno del suo matrimonio, era riuscita a dissetarsi di gioia, a quella fonte inesauribile di tenerezza che era il suo amato uomo e che sarebbe riuscita, sicuramente, a ritrovare.

4 commenti:

  1. complimenti per la narrazione e per il blog

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  2. ma che bel racconto, mi hai fatto commuovere, davvero, e anche riflettere! a volte anche io mi sento cosi, però da oggi ricorderò le parole della vecchia saggia, grazie! mi sono unita da te, mi piace molto il tuo blog, complimenti ti seguirò! ciao!

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  3. delizioso,scorrevole,insomma una gradevole lettura che fa anche riflettere, brava

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