Di tutto un po'

venerdì 12 luglio 2013

Giovinezza...Primavera della vita

Mia madre, la donna che mi ha dato la vita e che è stata guida presente ma sempre discreta lungo il mio viaggio, ha scritto poesie in vernacolo napoletano e brevi prose.

Oggi mi piacerebbe che leggeste una sua prosa, quella che più adoro forse perchè avrei voluto ricordarla come la nonna del suo breve racconto, una vecchietta con le sue umane malinconie, nonostante mi faccia gioire il ricordo del su volto non ancora appassito.


La vecchia aveva attraversato il salotto a pian terreno con piccoli passi striscianti, incespicando, annaspando nel vuoto per reggere l'equilibrio di sé, appoggiandosi via via alla spalliera di qualche sedia ed era giunta finalmente, senza l'aiuto di altri, alla sua spaziosa e soffice sedia a bracciuoli. 

Di là, presso un antico camino spento, guardava nello specchio di fronte a lei che rifletteva il rettangolo luminoso della grande finestra, il verde di fuori, il passaggio dei carri e dei contadini senza essere vista. 

Provava una piccola soddisfazione intima nel vedere senza essere notata, come se fosse già in un altro mondo, oltre di là, muta, fredda, ignorata spettatrice di tutto quel verde, di tutto quel sole, di tutta quella vita! 

Ecco Dora ! Lo specchio rifletteva uno splendido quadro.

Giù, in fondo al viale degli olivi, una magnifica figura di fanciulla era apparsa, vestita di bianco, alta, non magra, piena di grazia e di rose, ne aveva, fra le braccia nude fino al gomito,un gran fascio di quelle selvatiche, le prime. I capelli nerissimi le cadevano dietro il collo in due grosse trecce. Lo sguardo della vecchia signora si accese, ebbe un sorriso lieve sulle labbra sottili. Che bella pensò. Se la vedeva venire di là, dallo specchio, tutta piena di fiori, tutta piena di vita, che esuberanza di vita ! Ella si sentiva in quel momento più ascosa, più al di là di un momento prima, quella giovinezza le veniva incontro con tutto lo splendore della primavera che per lei era passata, troppo passata per poter provare un fremito per tutta quella forza superba di sana vitalità. 

Oh ! Anche lei aveva avuto quella età, anche lei era andata nel prato a sdraiarsi sull'erba, a confondersi fra i mazzi immensi di fiori raccolti, tanti da portarne il profumo nelle vesti. Aveva sfidato il sole guardandolo, aveva sentito fino in fondo all'anima tutta la primavera della sua vita, della sua giovinezza che aveva voluto confonderla con la primavera dei campi, dei fiori e del sole. Ed ora ? Dio che gelo e che inverno dentro e fuori di sé

. Ecco Dora! Prima che entrasse aveva chiamato Nonna ! Poi un raggio di sole dalla porta a vetri, un'ondata di profumo selvatico, tutta una luce, Dora ! La sua voce chiara colpì l'orecchio della nonna, ella si sentì ancor più al di là.

 Nonna c'è sole, che fai laggiù, perché non vieni un pò fuori? C'è tanta festa nell'aria !
Per te, mormorò la vecchia, io sto bene, quì è il mio posto ! Vai a goderla tu la primavera !
Oh ! Nonna ne ho viste tante sai, ho quindici anni, Dora voleva metterci tanta gravità in quelle parole, ma vi era solo tanta aria sventata. 

La vecchia ebbe un sorriso poi disse : " No, và, come questa non ne vedrai più, và essa ti rimarrà nell'anima sempre, avrai nella tua vita un rimpianto per essa, sentirai il profumo di molte rose,di tante rose ma non sarà mai più quello che aspiri oggi da queste rose selvatiche. Tu hai quindici anni, poi sedici e diciassette, la giovinezza passa e questa primavera non ritorna più, và! "

Dora sorrise, rinchiuse l'uscio sbadatamente, oltre di esso non ricordava più nè salotto, nè nonna
e si allontanò cantando... Fiore di mela....

                                                                                              Vittoria Brancaccio

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Mia madre, la donna che mi ha dato la vita e che è stata guida presente ma sempre discreta lungo il mio viaggio, ha scritto poesie in vernacolo napoletano e brevi prose.

Oggi mi piacerebbe che leggeste una sua prosa, quella che più adoro forse perchè avrei voluto ricordarla come la nonna del suo breve racconto, una vecchietta con le sue umane malinconie, nonostante mi faccia gioire il ricordo del su volto non ancora appassito.


La vecchia aveva attraversato il salotto a pian terreno con piccoli passi striscianti, incespicando, annaspando nel vuoto per reggere l'equilibrio di sé, appoggiandosi via via alla spalliera di qualche sedia ed era giunta finalmente, senza l'aiuto di altri, alla sua spaziosa e soffice sedia a bracciuoli. 

Di là, presso un antico camino spento, guardava nello specchio di fronte a lei che rifletteva il rettangolo luminoso della grande finestra, il verde di fuori, il passaggio dei carri e dei contadini senza essere vista. 

Provava una piccola soddisfazione intima nel vedere senza essere notata, come se fosse già in un altro mondo, oltre di là, muta, fredda, ignorata spettatrice di tutto quel verde, di tutto quel sole, di tutta quella vita! 

Ecco Dora ! Lo specchio rifletteva uno splendido quadro.

Giù, in fondo al viale degli olivi, una magnifica figura di fanciulla era apparsa, vestita di bianco, alta, non magra, piena di grazia e di rose, ne aveva, fra le braccia nude fino al gomito,un gran fascio di quelle selvatiche, le prime. I capelli nerissimi le cadevano dietro il collo in due grosse trecce. Lo sguardo della vecchia signora si accese, ebbe un sorriso lieve sulle labbra sottili. Che bella pensò. Se la vedeva venire di là, dallo specchio, tutta piena di fiori, tutta piena di vita, che esuberanza di vita ! Ella si sentiva in quel momento più ascosa, più al di là di un momento prima, quella giovinezza le veniva incontro con tutto lo splendore della primavera che per lei era passata, troppo passata per poter provare un fremito per tutta quella forza superba di sana vitalità. 

Oh ! Anche lei aveva avuto quella età, anche lei era andata nel prato a sdraiarsi sull'erba, a confondersi fra i mazzi immensi di fiori raccolti, tanti da portarne il profumo nelle vesti. Aveva sfidato il sole guardandolo, aveva sentito fino in fondo all'anima tutta la primavera della sua vita, della sua giovinezza che aveva voluto confonderla con la primavera dei campi, dei fiori e del sole. Ed ora ? Dio che gelo e che inverno dentro e fuori di sé

. Ecco Dora! Prima che entrasse aveva chiamato Nonna ! Poi un raggio di sole dalla porta a vetri, un'ondata di profumo selvatico, tutta una luce, Dora ! La sua voce chiara colpì l'orecchio della nonna, ella si sentì ancor più al di là.

 Nonna c'è sole, che fai laggiù, perché non vieni un pò fuori? C'è tanta festa nell'aria !
Per te, mormorò la vecchia, io sto bene, quì è il mio posto ! Vai a goderla tu la primavera !
Oh ! Nonna ne ho viste tante sai, ho quindici anni, Dora voleva metterci tanta gravità in quelle parole, ma vi era solo tanta aria sventata. 

La vecchia ebbe un sorriso poi disse : " No, và, come questa non ne vedrai più, và essa ti rimarrà nell'anima sempre, avrai nella tua vita un rimpianto per essa, sentirai il profumo di molte rose,di tante rose ma non sarà mai più quello che aspiri oggi da queste rose selvatiche. Tu hai quindici anni, poi sedici e diciassette, la giovinezza passa e questa primavera non ritorna più, và! "

Dora sorrise, rinchiuse l'uscio sbadatamente, oltre di esso non ricordava più nè salotto, nè nonna
e si allontanò cantando... Fiore di mela....

                                                                                              Vittoria Brancaccio

21 commenti:

  1. stupenda....sono senza parole davvero molto molto bella

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  2. che bellissima donna *-*
    e stupenda la prosa :) l'ho letta con immenso piacere, ti mando un bacio :*

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  3. una prosa magnifica e che bella donna

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  4. che bel racconto, e la tua mamma era bellissima, complimenti!

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  5. wow! davvero un bellissimo racconto. scritto in maniera fantastica, era come immaginarsi la scena! bellissimo!
    Laura Attacchidiclasse

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  6. meravigliosa questa prosa! tua mamma era una donna bellissima!

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  7. Davvero bella e commovente, grazie per averla condivisa con noi!

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  8. bellissimo racconto, molto toccante emotivamente

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  9. che bello sono poche le persone che si raccontano qui con noi, sei proprio una persona molto speciale da ammirare

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  10. Che peccato non averla potuta conoscere! Dalle sue parole trapela una grande sesnibilità...Sarà stata sicuramente una grandissima donna! Speciale come te mamma!

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  11. Sono sensibile...ed è risaputo, ma le lacrime sono scese giù verso le ultime righe. L'eredità di tua madre la conservi nel tuo dna, sto leggendo con passione i tuoi "attacchi di scrittura" e noto una profondità che vi accomuna, hai ed avete una capacità di toccare le corde dell'anima. La potenza della scrittura è immortale per fortuna e per fortuna rievoca ciò che ci è purtroppo lontano...Grazie per questa condivisione, grazie per questo regalo!

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  12. che bella donna e che brava scrittrice!!!Ho letto con piacere questa prosa e mi piace il fatto che con uno scritto che si custodisce gelosamente la persona amata non muoia mai,ma rimane sempre qui con noi...ti abbraccio forte :*

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  13. Stupenda...Bellissima donna. Complimenti, ho letto con molto piacere, e mi piace tantissimo. Perché la persona amata resta per sempre, e la mamma, resta sempre la mamma. Un abbraccio tesoro, e un bacione grosso a te. Complimenti ancora. :)

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  14. Bellissima la foto e la tua mamma e anche il racconto, hai fatto bene a condividerlo con noi!

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  15. ...anch'io ho avuto la stessa reazione di Meggy: le ultime righe mi hanno toccato il cuore! L'emozione di un ricordo, di una sensibilità che si è trasmessa "geneticamente" da madre a figlia e questo racconto così ben articolato e profondo, tanto da sentirlo proprio...ora capisco da chi hai ereditato questo tuo splendido carattere...hai fatto bene a ricordare la tua mamma ed a condividere con noi questa prosa...grazie!...Un abbraccio Maria. Ciao
    Marika

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  16. che meraviglia e la cosa più bella è vedere che tu mamma sei come la nonna <3

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  17. bella la tua mamma,e come raccontava bene!complimenti....:-)

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  18. Ogni primavera resta unica e irripetibile...ma quella dei 15 anni davvero non torna più.
    Un pensiero bellissimo per la tua bellissima mamma <3

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